21 novembre 2011
L'espresso | Politica - Grandi eventi? No, grandi esborsi
L'espresso | Politica - Grandi eventi? No, grandi esborsi
Lo scorso anno spese record per la Protezione Civile. Colpa del terremoto? Non solo
(18 novembre 2011)
Nel 2010 la Protezione civile ha battuto ogni record, e ha speso quasi 3 miliardi di euro. Se quasi un terzo se n'è andato
per l'emergenza in Abruzzo (ma ancora oggi l'Aquila resta una città fantasma, e tranne pochi casi i lavori diricostruzione non sono nemmeno iniziati), per far funzionare il Dipartimento sono stati bruciati 95 milioni di euro, nove in più rispetto al 2007.
Il monte stipendi dei dipendenti è cresciuto del 50 per cento, quello dei tecnici esterni è passato da 900 mila euro ai 5,9 milioni dello scorso anno.
Colpa del terremoto, non c'è dubbio. Alcune spese però lasciano qualche perplessità: i 92 mila euro per comprare medaglie, distintivi e bandierine erano proprio necessari? La voce per la propaganda e l'informazione della popolazione, poi, è passata da 21 mila di quattro anni fa a 577 mila euro del 2010, mentre per ospitare visite e delegazioni è stato speso mezzo milione.
Cinque milioni sono finiti al Consorzio unico di bacino di Napoli e Caserta per assumere nuovi dipendenti per l'emergenza rifiuti, mentre le solite missioni
sul territorio nazionale, che nel 2007 costavano 1,8 milioni, sono cresciute del 50 per cento. I Grandi Eventi rastrellano altri fondi: 7,3 milioni per gli stipendi, a cui aggiungere 977 mila euro di non meglio specificati "oneri connessi alla organizzazione del vertice G8 in Italia" e 10,6 milioni per
quello messo in piedi all'Aquila.
Un fiume di soldi, infine, serve a fronteggiare le catastrofi naturali. Fondi, dicono in tanti, che potrebbero essere risparmiati se si facesse maggiore prevenzione. Curiosità: per il noleggio e l'acquisto di mezzi aerei sono stati
spesi 123 milioni, mentre ancora vengono erogati soldi per le popolazioni danneggiate dai terremoti dell'Emilia Romagna e della Calabria avvenuto nell'anno 1996: per loro sono stati stanziati 1,2 miloni di euro. L'emergenza non finisce mai.
14 novembre 2011
"Politici in squadra e nessuna scadenza"
http://www.repubblica.it/politica/2011/11/14/news/monti_consultazioni-24993861/
28 ottobre 2011
MALTEMPO: SALE LA RABBIA TRA LA POPOLAZIONE, SINDACI CONTESTATI
MALTEMPO: SALE LA RABBIA TRA LA POPOLAZIONE, SINDACI CONTESTATI
(AGI) - Massa Carrara, 28 ott. - Nella Lunigiana si continua a spalare il fango e a rimuovere i detriti. E dopo la tensioni dei primi drammatici momenti, sale anche la rabbia tra la popolazione. Vittime della collera, questa mattina alcuni sindaci dei comuni colpiti dall'alluvione. In particolare gli
abitanti di Aulla hanno contestato, accompagnando con fischi e urla, il corteo di auto con a bordo il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli e i sindaci della Lunigiana impegnati in un sopralluogo sugli argini del fiume Magra. Il Sindaco del Comune di Pontremoli, Lucia Baracchini (Pdl) e' stata addirittura colpita in volto dal fango gettato da alcune persone che stavano spalando la strada proprio mentre la sua auto stava passando con il finestrino abbassato. Un consigliere comunale, Michele Lecchini, e' stato invece bersaglio di un pugno. Questa mattina, a conferma di un clima di forte trensione erano stati contestati anche il Governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi e il Sindaco di Aulla, Roberto Simoncini.(AGI)
28 ottobre 2011
MALTEMPO: ROSSI, PER UN ANNO +0,05 CENTESIMI CARBURANTE
MALTEMPO: ROSSI, PER UN ANNO +0,05 CENTESIMI CARBURANTE
MISURA STRAORDINARIA IN TOSCANA CONSENTIRA' TROVARE 50 MLN
(ANSA) - AULLA (MASSA CARRARA), 28 OTT - Per un anno, come misura straordinaria, la Regione Toscana aumentera' di 0,05 centesimi l'accise sui carburanti, benzina e gasolio. Lo ha
annunciato il presidente della Regione Enrico Rossi ''spiegando che questo consentira' di reperire circa 50 milioni di euro''.
''Capisco che chiediamo la disponibilita' e la solidarieta' dei cittadini toscani verso la Lunigiana cosi' drammaticamente colpita''.(ANSA).
26 settembre 2011
Questo diceva il Presidente del Consiglio due anni fa...
Sabato 04 luglio 2009, 09:29
Crisi, Berlusconi: "Non c'è niente da temere"
Il premier sollecita atteggiamenti ottimistici per
uscire dalla crisi: "Non ci sono altre situazioni che l’Italia
deve temere". Poi rilancia la il piano di ricostruzione in Abruzzo: "Niente
newtown, entro settembre via dalle tende". La Marcegaglia: le banche non lascino sole le imprese
L'Aquila - "Basta con la paura che frena la
propensione ai consumi: non ci sono altre situazioni che l’Italia
deve temere". A dirlo è il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, che torna a sollecitare atteggiamenti ottimistici per
uscire dalla crisi dell’economia. Parlando nel corso del workshop
al Tesoro sul rilancio dell’Aquila dopo il terremoto il premier
afferma: "Questa paura della crisi determina una riduzione dei
consumi, e quindi tutti dobbiamo avere paura della paura". Poi rilancia
il piano del governo sulla ricostruzione delle aree terremotate:
"Abbiamo deciso di non costruire nessuna
newtown ma di aggregare a ciò che già esiste dei quartieri
con abitazioni inserite negli ambienti naturali".
La crisi è passata Berlusconi ha ricordato le tappe
attraverso le quali il Governo italiano ha spinto a livello
internazionale per fronteggiare la crisi. Un ruolo svolto a
Washington quando dopo l’incontro con l’allora presidente Bush
l’amministrazione americana decise di stanziare 700 miliardi di
dollari per sostenere le banche. Insomma "ciò che doveva
accadere per banche e mercati è già accaduto. Chi doveva
fallire ha fallito e tutti quelli che facevano speculazione non
ci sono più. Oggi non ci sembra che ci siano altre situazioni
che dobbiamo temere".
Anche se il premier ha ribadito il problema del calo dei
consumi. Problema che però non ha altra causa che la paura.
Anche perchè nè i dipendenti pubblici, nè quelli privati, ne
i pensionati, hanno perso potere d’acquisto. "E' la paura della
crisi a determinare il calo dei consumi - ha detto Berlusconi -
dobbiamo avere paura della paura". Il premier ha poi ribadito
l’invito agli editori ad aumentare la "propria quota di voce",
cioè a fare più pubblicità evitando però di dirigerla verso "gruppi editoriali che alimentano la crisi".
Il nodo lincenziamenti A rischio per via della crisi economica
soprattutto i lavoratori autonomi, mentre i dipendenti privati
non saranno licenziati. Secondo alcuni dati
forniti dal premier "ci sono 14 milioni di lavoratori privati che
non hanno avuto una diminuzione dei loro introiti e non hanno
paura di perdere il posto". Infatti, sottolinea, "il 99% delle aziende private hanno dichiarato che mai
rinuncerà al proprio principale fattore di ricchezza, che è il
capitale umano".
Piuttosto, aggiunge Berlusconi, "a rischio sul mercato restano
soltanto i lavoratori autonomi, che però hanno una loro intima
forza di ottimismo, di fiducia nel futuro, che chiudono aziende
ma le riaprono. E comunque - precisa - il saldo fra le aziende
che chiudono e quelle che aprono è ancora oggi positivo".
Secondo i dati del presidente del Consiglio "di questi 5 milioni
di persone (gli autonomi, ndr) sono soltanto 5-600 mila in una
zona di rischio". Un numero che non può "incidere così
profondamente sulla diminuzione della domanda".
La situazione dei conti pubblici "Cercheremo di essere anche noi
sentimentalmente portati a vedere la dura realtà dei conti e
della crisi guardando avanti e sperando in un futuro migliore".
Il premier spiega di sentirsi "come quando uno si mette le mani
in tasca per fare la spesa e non trova neanche un euro. Una
situazione che io da imprenditore non ho mai conosciuto. Questa è
la situazione, ma dobbiamo essere ottimisti perchè la situazione
sta migliorando e non peggiorando. Ciò che di peggio doveva
accadere è accaduto".
La ricostruzione dell'Abruzzo "Ci aspettiamo suggestioni,
nuove idee per la ricostruzione de L’Aquila e dei 48 comuni che
la circondano e per il rilancio della sua economia che ha
nell’università il suo punto forte", dice nel suo intervento
il premier. Intanto il presidente del Consiglio fa un bilancio
dei lavori: "Entro settembre - spiega il Cavaliere - nessuno
abiterà più in una tenda, con una differenza assoluta
rispetto agli altri terremoti in Italia". Berlusconi ribadisce
che c’è un anticipo sui tempi e sottolinea che "non ci sarà
turbativa all’ambiente pre-esistente". Il Cavaliere dice di
puntare molto sulla nuova università che verrà ricostruita e
che sarà "un punto di attrazione per gli studenti e avrà
nuove facoltà proiettate verso il futuro". Un accenno, infine,
anche alle 500 chiese che - promette il il premier - saranno
ricostruite tutte: "in Abruzzo non si può camminare senza
imbattersi in una di queste chiese e incontrare quindi un segno
della civiltà cristiana", osserva Berlusconi.
31 agosto 2011
USA: RISPOSTA AD IRENE, LA RIVINCITA DEL 'BIG GOVERMENT'
Washington, 30 ago. (Adnkronos) - La risposta del governo federale all'emergenza Irene, che ha provocato almeno 40 morti nonostante la massiccia mobilitazione della protezione civile americana, la Fema, e' la "netta rivincita del big goverment". E' questo il commento del Washington Post, che sottolinea come un successo del genere - soprattutto in contrasto con la catastrofe provocata da Katrina esattamente sei anni fa, anche per il clamoroso ritardo della risposta da parte del presidente George Bush rimasto pacificamente in vacanza - potrebbe aiutare Barack Obama nella sua battaglia con i conservatori per la difesa delle spese a sostegno dell'amministrazione federale.
"Come l'uccisione di Osama bin Laden, questa e' stata una delle rare occasioni in cui ci siamo ricordati che il governo federale puo' ancora fare grandi cose", si legge sul Post che sottolinea che proprio ieri e' stato diffuso da Gallup un sondaggio che mostra come solo il 17% degli americani abbia un'opinione favorevole del governo federale.
Anche perche' - conclude il ragionamento del Post - il Tea Party e gli ultra conservatori in genere sono riusciti ad imporre l'idea che la spesa pubblica sia tutta destinata a welfare e burocarzia, senza pensare che va anche alle agenzia metereologiche che individuano
l'uragano e quelle di protezione civile che difendono la popolazione dai suoi effetti.
(Ses/Ct/Adnkronos)
30-AGO-11 17:00
23 agosto 2011
Proposte PD per la manovra economica
L’Italia di domani
Per il rigore, l’equità e lo sviluppo sostenibile.
Il decalogo alternativo del PD
La Manovra di Ferragosto è inadeguata, fortemente iniqua sul piano sociale e poco credibile
rispetto alla sfida che il Paese ha di fronte: il riavvio dello sviluppo, la promozione del lavoro,
l’abbattimento del debito pubblico. Per una corretta valutazione economica e politica, il Decreto
del governo va collocato nella scia delle manovre precedenti, in particolare della manovra di
metà luglio scorso e della manovra dell’autunno 2010. Solo così si può cogliere la portata
insostenibile degli interventi sulle famiglie a reddito basso e medio (i pesanti tagli ai servizi
forniti da Regioni, Province e Comuni e gli aumenti di tasse e tariffe locali; i ticket sanitari; la
de-indicizzazione delle pensioni sopra i 1000 euro; l’azzeramento delle risorse per le politiche
sociali; l’aumento delle accise sui carburanti; l’impoverimento della scuola pubblica e
dell’università, ecc).
L’insieme degli interventi definiti dalla manovra di metà luglio e dall’intervento aggiuntivo del
12 Agosto viene stimato in 2,1 miliardi di euro per il 2011, 24 miliardi di euro per il 2012, 50
miliardi di euro per il 2013 e 55,4 miliardi di euro per il 2014. L’impatto annuo previsto a
partire dal 2013 è nettamente superiore a quanto necessario a raggiungere i pareggio di bilancio
(40 miliardi di euro nel 2014), almeno secondo l’ultimo documento ufficiale di finanza pubblica
(DEF). La differenza equivale a circa un punto percentuale di Pil. Il Governo deve dunque
spiegarne la ragione e presentare al Parlamento l’aggiornamento del DEF, del quadro
macroeconomico e degli obiettivi di indebitamento.
Nonostante la necessità di rafforzare la credibilità degli interventi di metà luglio, ampia parte
della correzione dei conti pubblici rimane affidata ad una delega assistenziale e fiscale vaga e
molto preoccupante. Sono vaghi i principi di intervento sull’assistenza. Preoccupante è la
clausola di salvaguardia finanziaria, poiché scarica sulle detrazioni Irpef e sugli aumenti di Iva
ed accise i mancati effetti degli interventi assistenziali. Considerato che l’intera spesa per
assistenza è circa 16 miliardi all’anno e che la delega dovrebbe dare, nel 2013, 16 miliardi e 20
“a regime” dal 2014, vuol dire che, se scattasse questa clausola, pagherebbero ancora una volta i
lavoratori ed i pensionati a reddito più basso e medio.
L’atteggiamento del Governo sul tema delle pensioni resta in questo contesto ondivago e
improntato all’irresponsabilità. Se il tema delle pensioni è collocato nell’ambito di una
complessiva riforma del welfare finalizzata a migliorare le condizioni delle nuove generazioni,
il Pd è pronto a discutere con le proprie proposte. Siamo contrari invece a interventi sulle
pensioni finalizzati solo a coprire esigenze occasionali di spesa non legate al welfare.
L’intervento sugli enti territoriali è insufficiente e confuso sul piano del riordino istituzionale,
ma fortemente incisivo sul livello dei servizi. Il “contributo di solidarietà”, poiché imposto con
l’innalzamento delle aliquote Irpef sopra i 90.000 euro colpisce quasi esclusivamente i redditi
da lavoro dipendente e le pensioni da lavoro dipendente. In sostanza, si inasprisce la pressione
fiscale su chi già paga. L’atteggiamento punitivo nei confronti dei dipendenti pubblici,
attraverso il rinvio del pagamento del Tfr e il rinvio sine die delle tredicesime, non porta
efficienza, ma solo un temporaneo effetto di cassa. La soppressione delle festività civili implica,
oltre all’impatto sulla cultura nazionale, un effetto depressivo sui consumi, senza miglioramenti
significativi sulla produttività. Gli interventi sulle relazioni industriali e sui rapporti di lavoro
sono una intromissione nell’autonomia delle parti sociali. Infine, ancora una volta, si utilizza il
Fas, il fondo per le aree sottoutilizzate, per fare cassa, ad ulteriore indebolimento delle
prospettive del Mezzogiorno.
Il Partito Democratico intende correggere alla radice le iniquità della manovra ed introdurre
interventi per lo sviluppo sostenibile. Come è sempre più chiaro, è la battaglia per la crescita e
l’occupazione, in particolare giovanile e femminile, la vera sfida da vincere nel rispetto degli
ineludibili vincoli di finanza pubblica. E’ una sfida che riguarda l’Italia e l’Europa.
Più Europa per affrontare la crisi. Soltanto un governo politico dell’area euro per lo sviluppo
sostenibile e la gestione comune dei debiti sovrani, secondo le proposte elaborate dai partiti
progressisti europei (Agenzia Europea per il Debito, Eurobonds per gli investimenti produttivi,
tassa sulle transazioni finanziarie speculative, ecc) e secondo progetti sistemici come quello
illustrato da Prodi e Quadrio Curzio su Il Sole 24 Ore del 23 agosto, può dare senso alle
politiche di austerità.
Le principali proposte alternative del Pd alla manovra del governo per ottenere equità e
sviluppo sostenibile:
1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Interventi per riorganizzare e
ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e le pubbliche amministrazioni.
In particolare: dimezzamento del numero dei parlamentari; interventi sistematici e
coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di
rappresentanza e di governo, per l’obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei
comuni con meno di 5000 abitanti (e profonda revisione dell'articolo 16 del Decreto che
limita la rappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), il
dimezzamento delle Province o, in alternativa, la loro trasformazione in enti di secondo
livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicale riduzione delle società
partecipate da Regioni, Province e Comuni ed eliminazione degli organi societari per le
società “in house” (oltre 50 mila incarichi), soppressione di enti, agenzie ed organismi,
intermedi e strumentali, (consorzi di bonifica, bacini imbriferi montani, enti parco
regionali) con attribuzione delle funzioni a Regioni province e comuni, centrale unica
per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione delle pubbliche amministrazioni;
riavvio della spending review, per realizzare, per ciascuna amministrazione, veri e propri
piani industriali, introdurre best practices e costi standard; revisione delle norme sugli
appalti, in particolare per una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti.
2. Dismissioni immobili e frequenze. Un piano quinquennale di dismissione e
valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25
miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per le frequenze televisive.
3. Liberalizzazioni. Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata
alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci,
della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi
pubblici locali. Interventi possibili senza rovinare l’art 41 della Costituzione.
4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno. Tra l’altro:
la stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica (in
scadenza al 32/12/2011); progetti per l’innovazione tecnologica italiana e la ricerca, con
attenzione prioritaria alle straordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del
Mezzogiorno; il finanziamento pluriennale del contratto di apprendistato recentemente
riformato; revisione dell’intervento sull’Istituto per il Commercio Estero; revisione per
la semplificazione e l’adattamento alle diverse dimensioni aziendali del Sistri
5. Una politica vera contro l’evasione fiscale. Un pacchetto di misure efficaci contro
l’evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare in via prioritaria: per la riduzione
dei contributi sociali sui contratti a tempo indeterminato al fine di eliminare i vantaggi di
costo dei contratti precari; alla riduzione dell’Irpef, in via prioritaria sulle mamme
lavoratrici; alla graduale eliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato dalla
base imponibile dell’Irap. Tra le altre misure il Pd propone: la tracciabilità, a fini antiriciclaggio,
dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti-evasione, dei pagamenti
superiori a 300 euro; la comunicazione da parte delle imprese dell’elenco clientifornitori;
la parziale o totale deducibilità delle spese per la manutenzione della casa di
abitazione.
6. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari. L’introduzione di una imposta
erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criteri fortemente progressivi.
7. Il contributo di solidarietà dai capitali scudati. Un’imposta patrimoniale una tantum
del 15% sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e condonati attraverso lo
scudo fiscale del 2003 e del 2009 e, a titolo di saldo del debito fiscale, del 30% sui
patrimoni “non scudati” detenuti nei paradisi fiscali, in modo da avvicinare l’intervento
italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati e di
reperire risorse da dedicare agli interventi per lo sviluppo sostenibile. Parte delle risorse
così raccolte vanno utilizzate per finanziare il pagamento di una parte dei debiti delle
Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire
il patto di stabilità interno, così da consentire immediati investimenti ai Comuni. Inoltre,
si propone la rinegoziazione dei trattati bilaterali con i “paradisi fiscali” transitati dalla
black alla white list dell’Ocse (in particolare Svizzera).
8. L’autonomia delle parti sociali. Il Decreto del governo viola il principio da tutti
riconosciuto della non intrusività delle norme di legge nei rapporti tra le parti sociali. Di
conseguenza, va soppresso l’articolo 8 o, in alternativa, va cambiato in modo da recepire
i punti fondamentali dell’accordo raggiunto dalle parti sociali il 28 giugno scorso.
9. Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato. La revisione delle norme
sulle“false comunicazioni sociali” affinché il “falso in bilancio” torni ad essere reato
punito severamente e vengano eliminate le clausole di non punibilità; revisione della
normativa sull’autoriciclaggio ed irrobustimento delle norme contro il “caporalato”.
10. Giustizia. Interventi per l’efficienza della Giustizia, a cominciare dalla revisione delle
circoscrizioni giudiziarie (razionalizzazione, gestione migliore del personale, più
efficienza), dall’istituzione dell’ufficio per il processo (unità operativa in grado di
svolgere tutti i compiti) e dalla semplificazione ed unificazione dei riti nella giustizia
civile.
3 agosto 2011
MALTEMPO: ALLUVIONE; APPELLO DEPUTATI MARCHE A BERLUSCONI
MALTEMPO: ALLUVIONE; APPELLO DEPUTATI MARCHE A BERLUSCONI
INIZIATIVA BIPARTISAN PD-PDL-IDV-UDC-LN
(ANSA) - ANCONA, 2 AGO - I deputati marchigiani di Pd, Pdl,Idv, Udc e Lega Nord hanno scritto una lettera congiunta al presidente del Consiglio Berlusconi, al sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, e al capo della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli, per chiedere un esame attento della mozione sulle calamita' naturali e le modifiche al decreto Milleproroghe, approvata il 27 luglio dalla Camera, all'unanimita'. La mozione (primo firmatario l'on. Massimo Vannucci del Pd) sollecita la firma dell'ordinanza di protezione civile per l'alluvione che a marzo ha colpito le Marche, anche se la Corte costituzionale non si e' ancora pronunciata sul ricorso della
Regione contro il Milleproroghe. La sollecitazione e' a ricercare ''un accordo con la Regione Marche, sulla destinazione di almeno 100 milioni di euro da parte dello Stato per le spese
urgenti e gli indennizzi alle imprese e alle famiglie, per i lavori di somma urgenza eseguiti subito dopo l'alluvione''. Cinque mesi dopo infatti, ''le imprese sono ancora ferme, le infrastrutture non riattivate, i pericoli tuttora incombenti''.
In generale, la proposta e' che dopo una calamita', il Governo possa decidere una proroga immediata del patto di stabilita' per gli enti locali colpiti, fissando un ammontare massimo per coprire i costi della somma urgenza. La norma, affermano i parlamentari, dovrebbe essere approvata con data retroattiva (febbraio 2011), in modo che Province e Comuni colpiti non incappino in sanzioni. (ANSA).
21 luglio 2011
DOMANI IL CIRCOLO PARTECIPA
7 luglio 2011
Rischio idrogeologico, Gabrielli: In ddl criticita' e buoni spunti
Roma, 06 LUG (AGV NEWS) - Il disegno di legge sulle "Misure urgenti in materia di gestione e prevenzione del rischio idrogeologico" "sembra contenere elementi di discontinuita' e di sovrapposizione nella definizione delle competenze istituzionali". Lo ha detto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli nel corso di un'audizione questa mattina in Senato davanti alla Commissione Ambiente.
Il ddl ha come obiettivo quello di rafforzare la filiera istituzionale delle competenze nella complessa materia della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico. Tra i punti critici, ha sottolineato Gabrielli "ritengo che venga proposta una commistione di ambiti afferenti sia alla materia di protezione civile (competenze dei COP in materia di pianificazione e gestione delle emergenze, peraltro non limitate ai soli aspetti tecnici afferenti ai rischi 'idrogeologici'), che alla difesa del suolo; ambiti che ad oggi sono ben distinti e differenziatamente normati. Non mi sembra dunque - ha aggiunto Gabrielli - che il provvedimento assolva il mandato di riorganizzare la materia e non penso
inoltre che al Servizio nazionale della protezione civile, caratterizzato da un sistema policentrico a carattere diffuso occorra la creazione di nuovi organismi, bensi' un'azione di raccordo e coordinamento tra i soggetti che sono competenti, sia ordinariamente che in emergenza. Questo discorso vale ancora di piu' quando il sistema di protezione civile deve relazionarsi con altri sistemi, quale quello che oggi gestisce la materia della difesa del suolo".
Secondo il capo della Protezione civile serve una Legge quadro. Bene il Fondo per la mitigazione da 1 miliardo di euro per il triennio 2011-2013.
Gabrielli ha sottolineato inoltre che il provvedimento non formula alcun riferimento al Dipartimento della protezione civile ed alle funzioni che, ad oggi, gli sono attribuite "ne', tantomeno, si sofferma ad enunciare l'articolato sistema di protezione civile cosi' come delineato dalla riforma Bassanini" e addirittura "sembrerebbe manifestare l'intenzione di affidare ad organi diversi dagli attuali le funzioni di Protezione civile". In ogni caso, chiarisce il capo della Protezione civile "se
l'intento del legislatore e' quello di rivedere l'attuale impianto del sistema di protezione civile, riterrei che la strada da perseguire non sia e non possa essere un disegno di legge, bensi' la revisione delle norme vigenti in una nuovaLegge quadro a vent'anni dalla promulgazione della legge 225
del 1992, che tenga tuttavia conto della intervenuta riforma Bassanini e modifica del titolo V della Costituzione. La mia proposta - ha precisato Gabrielli - nasce, tra l'altro, dalla considerazione che nonostante il richiamo generico alle competenze assegnate dalla legge 225/92 di cui all'articolo
1, il disegno di legge interviene pesantemente nella riorganizzazione del sistema di protezione civile anche se circoscrive tale modifica solo all'ambito della gestione del rischio idrogeologico. Pertanto il nuovo modello organizzativo e quindi operativo, annunciato dal provvedimento, presuppone nella gestione del rischio idrogeologico l'utilizzo di un assetto diverso da quello istituzionale attualmente previsto per la gestione dei diversi rischi ovvero un modello "variabile" in funzione del pericolo che deve essere fronteggiato, la cui realizzazione mi suscita forti preoccupazioni".
www.ilvelino.it
- (asp)
061714 LUG 11 NNNN
28 giugno 2011
MANOVRA: 64 MLN IN 2011 A PROTEZIONE CIVILE, FONDI DA 8X1000
(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Arrivano 64 milioni di euro nel 2011 per la gestione dei mezzi della flotta aerea del Dipartimento della protezione civile. ''Al relativo onere - si legge nella bozza della manovra - si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa, relativamente alla quota
destinata allo Stato dell'8 per 1000 dell'imposta sul reddito delle persone fisiche''.(ANSA).
28-GIU-11 14:28
20 giugno 2011
PROTEZIONE CIVILE: GABRIELLI, SENZA STRUMENTI E RISORSE
(ANSA) - CARDOSO (LUCCA), 19 GIU - Bisogna separare l'emergenza, la gestione dell'emergenza e la ricostruzione, ha premesso il prefetto Gabrielli, perche' quest'ultima ''viaggia
su altri binari e non c'entra nulla con il sistema di Protezione civile'', che e' fatto da Comuni, Province, Regioni ed enti, coordinati dal dipartimento.
Quello che pero' e' fondamentale ''e' il rispetto delle istituzioni, come ha ricordato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano'', e che, almeno per quanto riguarda il dipartimento, e' mancato dopo l'inchiesta sugli appalti per il G8. ''E' giusto e corretto accertare i profili penali - dice
Gabrielli - ma cio' va fatto nel rispetto delle istituzioni e delle persone. E questo perche' bisogna salvaguardare l'intero sistema di Protezione civile, non il dipartimento''.
L'inchiesta sugli appalti ha pero' portato al decreto Milleproroghe, che ha tagliato le gambe alla Protezione civile proprio nel suo core business, l'emergenza. Perche' di fatto ogni spesa deve essere autorizzata dal ministero dell'Economia.
''La miopia di come e' stata vista la Protezione civile in questi ultimi mesi - conferma Gabrielli - ha portato alla legge 10/2011. E oggi, a due mesi e mezzo dall'alluvione di Marche, Basilicata e Teramano, non e' stata ancora scritta un'ordinanza di Protezione civile'', perche' manca il concerto del ministero dell'Economia sui fondi. E dunque ''io come capodipartimento non posso operare in emergenza perche' non ho ne' strumenti ne' risorse''.
''Fermiamoci con le strumentalizzazioni e le rappresentazioni non corrette della realta' - conclude il capodipartimento - e ritorniamo al rispetto dell'istituzione, perche' nel mondo guardano al sistema di Protezione civile come modello cui riferirsi''. (ANSA).
GUI/FV
19-GIU-11 13:00 NNNN
16 giugno 2011
Lazio - gestione rifiuti, torna il commissario. La differenziata obiettivo «derogabile»
14 giugno 2011
L'AQUILA/2 ANNI DOPO: REPORT SGE, 36.699 PERSONE ANCORA ASSISTITE
(ASCA) - l'Aquila, 14 giu - Sono 36.699 le persone che, a seguito del terremoto dell'Aquila di due anni fa, usufruiscono di una qualche forma di aiuto da parte dello Stato. Il dato emerge dall'ultimo report diffuso dalla Sge (Struttura per la gestione dell'emergenza). Di esse, 22.538 vivono nel progetto CASE, nei Moduli abitativi provvisori, in affitti del Fondo immobiliare e in affitti concordati col Dipartimento di Protezione civile, in altre strutture comunali; 13.106 beneficiano del contributo di autonoma sistemazione; 1.055, infine, sono assistite in strutture ricettive (827) ed in strutture di permanenza temporanea (228 tra caserma della Guardia di finanza e caserma Campomizzi).
iso/gc
141355 GIU 11
NNNN
13 giugno 2011
Referendum, Finocchiaro: Italiani hanno licenziato governo
ZCZC
VEL0458 3 POL /R01 /ITA
Referendum, Finocchiaro: Italiani hanno licenziato governo
Roma, 13 GIU (Il Velino) - "Al di la' di ogni altra possibile considerazione, i referendum ci consegnano un segnale molto chiaro: i cittadini italiani hanno licenziato il governo Berlusconi". Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. "I risultati di questi referendum - sottolinea Finocchiaro - si devono innanzitutto all'impegno dei comitati promotori, ai quali va il nostro ringraziamento, alla passione dei tanti giovani che si sono mobilitati e alle forze politiche del centrosinistra. Detto questo, sento di poter fare due riflessioni. La prima riguarda il merito dei quesiti. Anche se Berlusconi in persona ha cercato di minimizzare, l'oggetto del contendere
ha riguardato questioni rilevanti come le politiche ambientali, energetiche e della giustizia del governo della destra. Mi sembra evidente che l'operato dell'Esecutivo su queste importanti materie e' stato bocciato. La seconda riflessione e' piu' politica. I numeri ci dicono che a votare sono andati anche molti elettori del centrodestra. E il risultato dei referendum, con una mobilitazione popolare che ha superato anche l'ostacolo del mancato election day e la bella stagione con i relativi inviti ad andare al mare, ci dice che la maggioranza degli italiani e' ormai lontana da questo governo. Vedremo se Berlusconi in Parlamento avra' ancora i numeri. Quello che e' certo e' che non li ha nel
Paese. Oggi gli italiani hanno licenziato il governo di Berlusconi e Bossi. Penso che il premier farebbe bene a presentarsi in Parlamento dimissionario. E' ora - conclude Finocchiaro - di rimettere la scelta del futuro nelle mani degli italiani". - www.ilvelino.it - (com/gat)
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13 giugno 2011
Referendum, D'Ubaldo (Pd): E' la fine della seconda Repubblica
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Referendum, D'Ubaldo (Pd): E' la fine della seconda Repubblica
Roma, 13 GIU (Il Velino) - "Con questo voto si archivia un lungo ciclo politico. Nata da un referendum (1991), la seconda Repubblica berlusconiana muore sotto i colpi di un altro referendum. E' un risultato che impone di aggiornare le mappe della politica italiana. Ai riformisti e' chiesto ora
di usare coraggio e responsabilita' per dare un futuro diverso al Paese". Lo afferma, in una nota, Lucio D'Ubaldo,senatore e membro della Direzione nazionale del Partito democratico. - www.ilvelino.it - (com/ala)
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1 giugno 2011
Il Circolo PD della PCM al presidio per i lavoratori disabili della protezione civile
Una rappresentanza del circolo PD della PCM ha partecipato al sit in davanti a Palazzo Chigi e alla sede del Dipartimento della Protezione Civile (DPC), per manifestare solidarietà ai lavoratori disabili della cooperativa "Europe cunsulting", impiegati sino a ieri presso il DPC e da oggi senza contratto (vedi notizie di agenzia pubblicate su questo blog).
Ci auguriamo che si trovi al più presto una soluzione perchè il servizio sin qui svolto da questi colleghi possa continuare, anche alla luce del fatto che il DPC sta sviluppando più di un progetto che riguarda proprio la disabilità nelle grandi emergenze.
Il Presidente del Circolo
Marco Leonardi
31 maggio 2011
PROTEZIONE CIVILE: DIPARTIMENTO, SOLUZIONE PER DISABILI
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PROTEZIONE CIVILE: DIPARTIMENTO, SOLUZIONE PER DISABILI
(ANSA) - ROMA, 30 MAG - ''Non e' volonta''' del capo dipartimento Franco Gabrielli ''lasciare cadere il servizio della Cooperativa Europe Consulting''. Lo afferma in una nota il Dipartimento della Protezione Civile in merito alla vicenda dei nove lavoratori disabili che dall'1 giugno saranno fuori dalla Protezione Civile perche' dopo sette anni non e' stata rinnovata la convenzione.
''Le semplificazioni demagogiche non servono a comprendere la complessita' della situazione del progetto 'Abili a proteggere' e a consentire una positiva soluzione della vicenda - sottolinea
il Dipartimento - Per superare le difficoltà procedurali di affidamento del servizio, delle quali i responsabili della cooperativa erano a conoscenza da tempo e con i quali gli uffici competenti del Dipartimento hanno mantenuto una costante interlocuzione, la Protezione civile, dopo vari e diversi
tentativi di trovare la strada più corretta, ha presentato un urgente parere all'Avvocatura Generale dello Stato in riferimento alla possibilità di procedere con una gara contenente una 'clausola sociale'.''
E questo perche', conclude il Dipartimento, ''e' obiettivo di tutti garantire la continuità del progetto per non rinunciare all'esperienza che i soci della cooperativa hanno maturato in questi anni, rispettando al tempo stesso tutte le norme vigenti, ora e sempre''. (ANSA).
GUI
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31 maggio 2011
DISABILITÀ. PROTEZIONE CIVILE, CHIUDE L'UNITÀ DISABILI
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**DISABILITÀ. PROTEZIONE CIVILE, CHIUDE L'UNITÀ DISABILI
SI INTERROMPE COSI' IL PROGETTO "ABILI A PROTEGGERE"
(DIRE - Notiziario Sanita') Roma, 30 mag. - Domani sara' l'ultimo giorno di lavoro per i nove ragazzi disabili che lavorano presso l'ufficio stampa della Protezione Civile italiana. Il servizio di rassegna stampa, che svolgono dal 2004, e' statoesternalizzato.La Protezione civileinterrompe cosi' un rapporto che negli anni si e' sviluppato oltre la rassegna stampa, con ilmonitoraggio dei
media ela partecipazionea tutte le emergenze, dallo tsunami in Sri-Lanka al terremoto dell'Aquila. Nel tempo,i ragazzi "Abili a proteggere" hanno iniziato a tracciare il percorso per la creazione di un vero ufficio, interno al Dipartimento, che si occupasse in maniera specifica di disabilita' e rotezione civile.
"Dal primo giugno - spiega il presidente della cooperativa Europe Consulting Alessandro Radicchi, di cui i ragazzi sono soci - sara' l'agenzia Telpress a occuparsi della rassegna stampa. I
nostri ragazzi sono stati estromessi dal servizio che hanno svolto dal 2004 e il loro progetto disabilita', cioe' quello di un ufficio per i disabili gestito da disabili, e' stato ridotto a
un problema burocratico". Ora, prosegue Radicchi, "noi non possiamo fare finta di niente, e chiediamo che ci sia una gara per assegnare il progetto dell'Unita' disabilita' ai ragazzi
attraverso lo strumento della clausola sociale. I ragazzi hanno diritto alla ricollocazione"."Stamattina - prosegue il presidente -i ragazzi hanno avuto un incontro con il capo dipartimento
Gabrielli, il quale ha promesso che ci fara' sapere se l'avvocatura dello Stato dira'si' alla gara con la clausola sociale. Ci vorra' un mese di tempo, vedremo cosa succede. La cooperativa e' pronta a farsi carico dei ragazzi, in ogni caso le cose non dovevano andare cosi'".
"Perche' si arriva oggi a dire che non ci sono i soldi?", si chiede Radicchi. "L'attuale capo dipartimento ci ha detto che lui non risponde del progetto di cui si e' occupato Bertolaso, e ha
aggiunto che e' stato bloccato da Palazzo Chigi, perche' non ci sono i presupposti per assegnarlo alla Europe Consulting".
"Quando sette anni fa, il gruppo 'Abili a proteggere' e' entrato per la prima volta a Via Ulpiano a Roma, negli uffici della protezione Civile, non esistevano neanche i bagni accessibili per persone disabili. Oggi si era finalmente creato da quell'esperienza un nuovo servizio per il nostro paese che avrebbe colmato una mancanza sostanziale di quell'ufficio ma avrebbe anche abbattuto barriere ben piu' profondamente radicate nella 'non cultura' di cui l'Italia non ha piu' bisogno".
Tutto questo pero', "il 1 giugno 2011 si interrompera' per non ben chiare motivazioni burocratiche o di bilancio. Dopo avere donato se stessi nelle situazioni piu' disperate - terremoti,
catastrofi, inondazioni, superando con tenacia e dedizioni ogni loro dis-abilita' che in quell'occasione si trasformava invece in una risorsa, in una abilita' da mettere a disposizione del
prossimo, la loro storia si interrompe. I nove ragazzi e ragazze disabili dovranno andare via dal Dipartimento Protezione Civile, lasciandosi alle spalle solo i resti delle le barriere fisiche
che sono riusciti ad abbattere ma fermati da barriere burocratiche ed evidentemente culturali che neanche la loro abilita' e la loro professionalita' riescono a superare. E' come se mentre stiamo leggendo un libro appassionante, quando ormai siamo alla fine in procinto di leggere l'epilogo, voltiamo pagina e... Nulla. Un foglio bianco. Possiamo permettere che questo accada?", conclude Radicchi.
La questione e' stata sottoposta dalla cooperativa anche al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministriGianni Letta con una lettera: "Nonostante i molti sforzi in questo senso, pare che insormontabili difficolta' amministrative si oppongano alla fattibilita' di questo progetto e alla
prosecuzione del rapporto con lacooperativa sociale della quale i disabili in attivita' presso il Dipartimento sono soci, facendo sfumare l'opportunita' di un'azione concreta di grande valore
civile e politico verso il mondo delle persone disabili e ponendo dieci persone, che per anni hanno vestito con orgoglio la maglia della protezione civile, nella condizione di non sentirsi piu' 'abili a proteggere'.Nel portare alla sua attenzione la questione, ci auguriamo che sia ancora possibile riconoscere la validita' di questa iniziativa congiunta tra Stato, cooperazione sociale e mondo della disabilita', che ha dato lustro al Dipartimento della Protezione Civile e ai lavoratori disabili la consapevolezza di essere a pieno titolo cittadini di questo Paese". (ab) Vai al portale: http://www.abiliaproteggere.net/
(Wel/ Dire)
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31 maggio 2011
IMMIGRATI: ANCI A RIUNIONE CON PROTEZIONE CIVILE, 'COINVOLGERE TUTTE REGIONI'
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IMMIGRATI: ANCI A RIUNIONE CON PROTEZIONE CIVILE, 'COINVOLGERE TUTTE REGIONI' (
(Adnkronos) - Su questo fronte Gabrielli non ha nascosto la sua apprensione: ''siamo preoccupati - ha detto - per la qualita' dello standard di accoglienza e per il numero crescente di immigrati che arriveranno in futuro, perche' - ha aggiunto - questi numeri non sono destinati a fermarsi, ma avranno sicuramente una progressione numerica che soltanto le vicende della riva sud del Mediterraneo potranno in qualche modo modificare''.
Infine Gabrielli e' intervenuto sul piano delle risorse sul quale, invece, non si e' detto preoccupato. ''L'accordo del 6 aprile scorso tra lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni prevede che le risorse siano reperite dallo Stato attraverso il Fondo nazionale di protezione civile, un fondo di per se' limitato, ma che puo' essere ampliato attraverso il sistema delle accise''.
Come riferisce Anci, il capo della Protezione civile e' stato chiaro: ''Servono soldi - ha detto - e abbiamo gia' inviato al ministero dell'Economia una serie di indicazioni prospettiche valide almeno fino alla fine dell'anno, ma che potranno essere ripetute fino alla durata dell'emergenza''.
(Rre/Pn/Adnkronos)
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