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Blog ufficiale del Circolo Pd Presidenza Consiglio Ministri e Protezione Civile

12 aprile 2013
Proposta di Barca per il PD
http://www.gadlerner.it/wp-content/uploads/2013/04/Memoria_politica.pdf



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27 febbraio 2013
Commento alle elezioni
Tecnicamente, il PD ha vinto. E' una vittoria di Pirro.
La bizzarra legge elettorale ci assegna oltre 200 seggi con il 25 virgola qualcosa dei voti alla camera.
Al senato, maggioranza relativa, ma scontiamo la sconfitta nelle Regioni popolose, che non erano affatto "pending" (Lombardia, Campania, Sicilia, Puglia!) come dicevano i sondaggisti (a proposito, la RAi li paga con il canone?)
 
Il cosiddetto centro-sinistra PD,SEL "et al." si trova testa a testa con il cosiddetto centro-destra (Berlusconi e basta).
La Merckel, il FMI, la UE, la BCE hanno deposto il Berlusca e ci hanno messo Monti. La stampa mondiale, di destra e di sinistra, ha bombardato Berlusconi per tutta la campagna elettorale. La magistratura non sa più di cosa altro incriminarlo. Risultato, il centro-sinistra è avanti dello 0,5 al centro-destra (alla camera).
In compenso, un ex comico che sembra avere scarsissimo senso dell'umorismo riempie le piazze e le urne per mandare a casa la classe politica, mescolando ambientalismo e localismo di stampo leghista, cultura no global e mitizzazione del web, terzomondismo d'annata e cripto-razzismo, e irrompe in Parlamento con un esercito di sconosciuti eletti grazie a qualche migliaio di persone che ha cliccato sulle loro presentazioni video.
 
E' una vittoria che assomiglia molto ad una sconfitta.
 
L'unica prospettiva per le nuove generazioni, l'Europa, esce malconcia da queste elezioni. Per la prima volta le forze anti-europee (PDL, Lega, M5S), al di là degli artifizi della legge elettorale, sono maggioranza nel Paese.
L'Europa ha molte colpe, così com'è non mi piace, ma l'alternativa tribale della società chiusa e dei campanili mi piace ancora meno.
 
Ora Bersani avrà l'incarico di formare un governo. Dovrà optare tra una scelta suicida- il governo con Berlusconi- ed una scelta disperata -una qualche forma di accordo con i grillini.
 
Nel frattempo rischiamo di essere massacrati dai mercati finanziari.
 
Allora, si vada a cambiare la legge elettorale, ma si eviti di creare qualche altro mostro per mettere d'accordo tutti. Il PD ha una proposta (maggioritario uninominale a doppio turno), Si faccia questa riforma o si raccolgano firme per un referendum abrogativo del porcellum.
Poi si dovrà traghettare il Paese alle elezioni, nel modo più indolore possibile.
Ma la classe dirigente del PD è in grado di affrontare le sfide di questo confuso XXI secolo?
Si devono lanciare nomi e volti nuovi. Magari saranno anche peggio dei vecchi, ma il ricambio appare inevitabile. Non servono giovani all'anagrafe, ma giovani in quanto in grado di pensare il futuro e muoversi nel presente.
Non possiamo andare avanti con gente che pensa ancora al PD come ad un compromesso storico bonsai. Serve un partito aperto alle scalate del mondo esterno; il percorso è stato avviato con le elezioni primarie; si vada avanti. 

17 aprile 2012
Comunicato stampa del responsabile nazionale protezione civile del PD



Protezione civile, Meloni responsabile nazionale Pd riforma dello stato e protezione civile: "Bene riforma condivisa con enti territoriali ma servono approfondimenti"

"La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri, di avviare una riforma organica della protezione civile e, al contempo, di adottare il relativo provvedimento in seguito al confronto con Regioni e Enti locali, è positiva. Nel merito, le linee essenziali rese note dal governo contengono molte indicazioni apprezzabili, sia per quanto attiene a una più precisa definizione delle attività di protezione civile e delle tipologie di rischio, sia con riferimento ai limiti rigorosi entro i quali sono inquadrati lo stato di emergenza – che comunque dove essere rapportato alle effettive esigenze di intervento – e il potere di ordinanza, sia, infine, nel confermare l'esclusione dei "grandi eventi"dell'ambito di competenza della protezione civile".

 

"Per una valutazione più compiuta è giusto attendere il testo definitivo che sarà sottoposto all'esame parlamentare: in ogni caso è necessario che il processo di riforma, che deve mirare prioritariamente all'efficienza del sistema della protezione civile e all'efficacia e alla rapidità dei suoi strumenti di intervento, rafforzi le funzioni di coordinamento in capo al Dipartimento della Protezione civile, distinguendole al meglio da quelle esecutive, che coinvolgono differenti strutture dell'Amministrazione centrale dello Stato e degli Enti territoriali, oltre che l'insostituibile opera dei volontari".

 

"Sotto questo profilo, la possibilità di affidare la delega delle funzioni di promozione e coordinamento, da parte del presidente del Consiglio: "al solo Ministro dell'Interno", non sembra la soluzione ottimale, e richiede una attenta riflessione. Un analogo approfondimento dovrà essere rivolto alle modalità di finanziamento del fondo nazionale di protezione civile".


12 febbraio 2012
Si è spento il senatore Mario Gasbarri

Il Circolo PD della Presidenza del Consiglio dei Ministri si unisce al cordoglio di parenti, amici e compagni di Partito per la morte del senatore Mario Gasbarri, da sempre sensibile ai temi della protezione civile e in prima linea nella battaglia perchè quest'ultima non venisse trasformata in una "SpA".

 

Il Segretario del Circolo PD PCM

Marco Leonardi




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23 agosto 2011
Proposte PD per la manovra economica
L’Italia di domani
Per il rigore, l’equità e lo sviluppo sostenibile.
Il decalogo alternativo del PD
La Manovra di Ferragosto è inadeguata, fortemente iniqua sul piano sociale e poco credibile
rispetto alla sfida che il Paese ha di fronte: il riavvio dello sviluppo, la promozione del lavoro,
l’abbattimento del debito pubblico. Per una corretta valutazione economica e politica, il Decreto
del governo va collocato nella scia delle manovre precedenti, in particolare della manovra di
metà luglio scorso e della manovra dell’autunno 2010. Solo così si può cogliere la portata
insostenibile degli interventi sulle famiglie a reddito basso e medio (i pesanti tagli ai servizi
forniti da Regioni, Province e Comuni e gli aumenti di tasse e tariffe locali; i ticket sanitari; la
de-indicizzazione delle pensioni sopra i 1000 euro; l’azzeramento delle risorse per le politiche
sociali; l’aumento delle accise sui carburanti; l’impoverimento della scuola pubblica e
dell’università, ecc).
L’insieme degli interventi definiti dalla manovra di metà luglio e dall’intervento aggiuntivo del
12 Agosto viene stimato in 2,1 miliardi di euro per il 2011, 24 miliardi di euro per il 2012, 50
miliardi di euro per il 2013 e 55,4 miliardi di euro per il 2014. L’impatto annuo previsto a
partire dal 2013 è nettamente superiore a quanto necessario a raggiungere i pareggio di bilancio
(40 miliardi di euro nel 2014), almeno secondo l’ultimo documento ufficiale di finanza pubblica
(DEF). La differenza equivale a circa un punto percentuale di Pil. Il Governo deve dunque
spiegarne la ragione e presentare al Parlamento l’aggiornamento del DEF, del quadro
macroeconomico e degli obiettivi di indebitamento.
Nonostante la necessità di rafforzare la credibilità degli interventi di metà luglio, ampia parte
della correzione dei conti pubblici rimane affidata ad una delega assistenziale e fiscale vaga e
molto preoccupante. Sono vaghi i principi di intervento sull’assistenza. Preoccupante è la
clausola di salvaguardia finanziaria, poiché scarica sulle detrazioni Irpef e sugli aumenti di Iva
ed accise i mancati effetti degli interventi assistenziali. Considerato che l’intera spesa per
assistenza è circa 16 miliardi all’anno e che la delega dovrebbe dare, nel 2013, 16 miliardi e 20
“a regime” dal 2014, vuol dire che, se scattasse questa clausola, pagherebbero ancora una volta i
lavoratori ed i pensionati a reddito più basso e medio.
L’atteggiamento del Governo sul tema delle pensioni resta in questo contesto ondivago e
improntato all’irresponsabilità. Se il tema delle pensioni è collocato nell’ambito di una
complessiva riforma del welfare finalizzata a migliorare le condizioni delle nuove generazioni,
il Pd è pronto a discutere con le proprie proposte. Siamo contrari invece a interventi sulle
pensioni finalizzati solo a coprire esigenze occasionali di spesa non legate al welfare.
L’intervento sugli enti territoriali è insufficiente e confuso sul piano del riordino istituzionale,
ma fortemente incisivo sul livello dei servizi. Il “contributo di solidarietà”, poiché imposto con
l’innalzamento delle aliquote Irpef sopra i 90.000 euro colpisce quasi esclusivamente i redditi
da lavoro dipendente e le pensioni da lavoro dipendente. In sostanza, si inasprisce la pressione
fiscale su chi già paga. L’atteggiamento punitivo nei confronti dei dipendenti pubblici,
attraverso il rinvio del pagamento del Tfr e il rinvio sine die delle tredicesime, non porta
efficienza, ma solo un temporaneo effetto di cassa. La soppressione delle festività civili implica,
oltre all’impatto sulla cultura nazionale, un effetto depressivo sui consumi, senza miglioramenti
significativi sulla produttività. Gli interventi sulle relazioni industriali e sui rapporti di lavoro
sono una intromissione nell’autonomia delle parti sociali. Infine, ancora una volta, si utilizza il
Fas, il fondo per le aree sottoutilizzate, per fare cassa, ad ulteriore indebolimento delle
prospettive del Mezzogiorno.
Il Partito Democratico intende correggere alla radice le iniquità della manovra ed introdurre
interventi per lo sviluppo sostenibile. Come è sempre più chiaro, è la battaglia per la crescita e
l’occupazione, in particolare giovanile e femminile, la vera sfida da vincere nel rispetto degli
ineludibili vincoli di finanza pubblica. E’ una sfida che riguarda l’Italia e l’Europa.
Più Europa per affrontare la crisi. Soltanto un governo politico dell’area euro per lo sviluppo
sostenibile e la gestione comune dei debiti sovrani, secondo le proposte elaborate dai partiti
progressisti europei (Agenzia Europea per il Debito, Eurobonds per gli investimenti produttivi,
tassa sulle transazioni finanziarie speculative, ecc) e secondo progetti sistemici come quello
illustrato da Prodi e Quadrio Curzio su Il Sole 24 Ore del 23 agosto, può dare senso alle
politiche di austerità.
Le principali proposte alternative del Pd alla manovra del governo per ottenere equità e
sviluppo sostenibile:
1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Interventi per riorganizzare e
ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e le pubbliche amministrazioni.
In particolare: dimezzamento del numero dei parlamentari; interventi sistematici e
coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di
rappresentanza e di governo, per l’obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei
comuni con meno di 5000 abitanti (e profonda revisione dell'articolo 16 del Decreto che
limita la rappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), il
dimezzamento delle Province o, in alternativa, la loro trasformazione in enti di secondo
livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicale riduzione delle società
partecipate da Regioni, Province e Comuni ed eliminazione degli organi societari per le
società “in house” (oltre 50 mila incarichi), soppressione di enti, agenzie ed organismi,
intermedi e strumentali, (consorzi di bonifica, bacini imbriferi montani, enti parco
regionali) con attribuzione delle funzioni a Regioni province e comuni, centrale unica
per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione delle pubbliche amministrazioni;
riavvio della spending review, per realizzare, per ciascuna amministrazione, veri e propri
piani industriali, introdurre best practices e costi standard; revisione delle norme sugli
appalti, in particolare per una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti.
2. Dismissioni immobili e frequenze. Un piano quinquennale di dismissione e
valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25
miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per le frequenze televisive.
3. Liberalizzazioni. Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata
alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci,
della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi
pubblici locali. Interventi possibili senza rovinare l’art 41 della Costituzione.
4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno. Tra l’altro:
la stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica (in
scadenza al 32/12/2011); progetti per l’innovazione tecnologica italiana e la ricerca, con
attenzione prioritaria alle straordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del
Mezzogiorno; il finanziamento pluriennale del contratto di apprendistato recentemente
riformato; revisione dell’intervento sull’Istituto per il Commercio Estero; revisione per
la semplificazione e l’adattamento alle diverse dimensioni aziendali del Sistri
5. Una politica vera contro l’evasione fiscale. Un pacchetto di misure efficaci contro
l’evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare in via prioritaria: per la riduzione
dei contributi sociali sui contratti a tempo indeterminato al fine di eliminare i vantaggi di
costo dei contratti precari; alla riduzione dell’Irpef, in via prioritaria sulle mamme
lavoratrici; alla graduale eliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato dalla
base imponibile dell’Irap. Tra le altre misure il Pd propone: la tracciabilità, a fini antiriciclaggio,
dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti-evasione, dei pagamenti
superiori a 300 euro; la comunicazione da parte delle imprese dell’elenco clientifornitori;
la parziale o totale deducibilità delle spese per la manutenzione della casa di
abitazione.
6. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari. L’introduzione di una imposta
erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criteri fortemente progressivi.
7. Il contributo di solidarietà dai capitali scudati. Un’imposta patrimoniale una tantum
del 15% sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e condonati attraverso lo
scudo fiscale del 2003 e del 2009 e, a titolo di saldo del debito fiscale, del 30% sui
patrimoni “non scudati” detenuti nei paradisi fiscali, in modo da avvicinare l’intervento
italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati e di
reperire risorse da dedicare agli interventi per lo sviluppo sostenibile. Parte delle risorse
così raccolte vanno utilizzate per finanziare il pagamento di una parte dei debiti delle
Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire
il patto di stabilità interno, così da consentire immediati investimenti ai Comuni. Inoltre,
si propone la rinegoziazione dei trattati bilaterali con i “paradisi fiscali” transitati dalla
black alla white list dell’Ocse (in particolare Svizzera).
8. L’autonomia delle parti sociali. Il Decreto del governo viola il principio da tutti
riconosciuto della non intrusività delle norme di legge nei rapporti tra le parti sociali. Di
conseguenza, va soppresso l’articolo 8 o, in alternativa, va cambiato in modo da recepire
i punti fondamentali dell’accordo raggiunto dalle parti sociali il 28 giugno scorso.
9. Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato. La revisione delle norme
sulle“false comunicazioni sociali” affinché il “falso in bilancio” torni ad essere reato
punito severamente e vengano eliminate le clausole di non punibilità; revisione della
normativa sull’autoriciclaggio ed irrobustimento delle norme contro il “caporalato”.
10. Giustizia. Interventi per l’efficienza della Giustizia, a cominciare dalla revisione delle
circoscrizioni giudiziarie (razionalizzazione, gestione migliore del personale, più
efficienza), dall’istituzione dell’ufficio per il processo (unità operativa in grado di
svolgere tutti i compiti) e dalla semplificazione ed unificazione dei riti nella giustizia
civile.



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21 luglio 2011
DOMANI IL CIRCOLO PARTECIPA



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14 aprile 2011
il processo breve

Signor Presidente, vorrei tornare su una vicenda di cui ci siamo occupati e di cui mi sono occupato anch'io, parlo dell'effetto che avrà questa norma su alcuni processi particolari, come quello di Viareggio e quello de L'Aquila. Abbiamo avuto risposte dal Ministro e dall'onorevole Contento molto secche, le debbo dire, signor Ministro, anche nei miei confronti forse un po' offensive, perché lei ha detto che qui si sta facendo un uso strumentale di una vicenda che non c'entra niente. Chi mi conosce in quest'Aula sa che a distanza di due anni mi sono sempre rifiutato di parlare del terremoto che ha colpito la mia gente in maniera propagandistica.Non lo potrei fare signor Ministro, non lo potrei fare perché sono amico personale di molte vittime, delle loro famiglie, perché la mia famiglia ha subito lutti e vittime. Le ho posto un problema serio, al quale francamente la risposta che lei mi ha dato non mi ha convinto. Lei ha detto che per il processo de L'Aquila la prescrizione arriva dopo 18 anni e che addirittura a Viareggio arriva dopo 33 anni. Ora, francamente, intanto Viareggio dopo 33 anni come? Perché? Per l'incidente ferroviario di Viareggio si tratta di omicidio colposo plurimo, gli anni sono esattamente come quelli previsti per L'Aquila, tutt'al più 15 più l'addizionale di 4, quindi diciotto. Allora, stiamo parlando in tutte e due i casi di un anno in meno sui 18 della prescrizione.
Io le pongo le seguenti semplici tre domande: processo de L'Aquila, processo molto complesso, siamo ancora nella fase dell'incidente probatorio, ancora si stanno svolgendo indagini, ci sono decine e decine di parti civili, il processo si svolge in un tribunale che è crollato, si sta svolgendo dentro un capannone, tribunale che voi non avete potenziato dopo il sisma.

Bene, in questo tribunale, in questo processo è abbastanza probabile che le cose andranno per le lunghe; io le chiedo lei se la sente, in coscienza, di dire che quell'anno e due mesi in più potranno non essere decisivi? Lei, in coscienza, se la sente di dire che le cose andranno così?
Seconda domanda, voi sostenete che si tratta di incensurati, quindi è ragionevole creargli un piccolo beneficio, ma perché? Ma in questo caso specifico perché? Che segnale stiamo dando? Le voglio ricordare che quando il legislatore, anni fa, decise un'amnistia, decise di escludere questi reati dell'amnistia, perché non li avete esclusi, questi reati, da questo vostro provvedimento? Ma vi rendete conto del segnale che si da?
Poi vi è la considerazione che questi sono processi che certamente hanno un impatto drammatico sulle persone e sulle famiglie che coinvolgono, ma hanno anche un grande messaggio per il Paese, siamo il Paese in cui l'incuria del territorio, la mancanza di rispetto delle regole che sono a presidio della tutela dei cittadini sono considerati un optional, siamo un Paese dove si muore sul lavoro e arrivano proposte di legge che alleggeriscono le sanzioni, siamo il Paese dove di tanto in tanto c'è un disastro idrogeologico e si cercano continuamente modi per derogare, siamo il Paese dei terremoti, siamo il Paese che, quando c'è una tragedia, dopo piange, non prima. L'unica cosa abbiamo è una deterrenza, una deterrenza che deve essere forte e che voi invece qui alleggerite, sia pure di un anno. Questo è il problema politico che io le ho posto, questo è il problema politico che le vengono a porre i parenti delle vittime che oggi sono qui fuori e a questo problema non avete risposto in un modo convincente

 
 
Segreteria On. Giovanni Lolli
Piazza San Claudio, 166
00187 Roma
tel. ufficio 06.67604200
fax ufficio 06.67608509
e-mail lolli_g@camera.it

1 aprile 2011
inziativa sulla protezione civile



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4 dicembre 2010
CONGRATULAZIONI MARCO E BUON LAVORO
PD: ROMA, MICCOLI ELETTO SEGRETARIO CITTA' (73% PREFERENZE)


 totale i votanti sono stati 12.504, mentre i voti validi sono stati 12.328 su quindicimila iscritti circa.




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24 novembre 2010
congresso circolo
Giovedi 25 alle ore 16 presso l'associazione Centofiori via goito Roma Congresso del Circolo territoriale Pd della Pubblica amministrazione a cui afferisce il Circolo d'ambiente della Presidenza Consiglio dei Ministri.

13 novembre 2010
Miccoli, il nostro segretario




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1 novembre 2010
L'IMPRONTITUDINE DEL GOVERNO E DEI SUOI SOTTOSEGRETARI

(Chiarimenti in merito a procedimenti disciplinari a carico di un rappresentante sindacale che opera nell'ambito del Dipartimento della protezione civile - n. 3-01068)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico, Stefano Saglia, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Lolli n. 3-01068, concernente chiarimenti in merito a procedimenti disciplinari a carico di un rappresentante sindacale che opera nell'ambito del Dipartimento della protezione civile (Vedi l'allegato A - Interrogazioni).

STEFANO SAGLIA, Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Signor Presidente, corre l'obbligo di evidenziare che il dottor Ciancio, oggetto dell'interrogazione, è stato destinatario di un unico provvedimento disciplinare, avviato su segnalazione del capo del Dipartimento della protezione civile, per l'accertamento della ritenuta inosservanza delle disposizioni previste dall'articolo 11, comma 2, del codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, approvato con decreto ministeriale del 28 novembre 2000 e recepito nel contratto collettivo nazionale del personale del comparto della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Tale contratto, testualmente, dispone: «Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali e dei cittadini, il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell'immagine dell'amministrazione. Il dipendente tiene informato il dirigente dell'ufficio dei propri rapporti con gli organi di stampa».
Con decreto del 20 aprile 2010 del Dipartimento per le politiche di gestione e di sviluppo delle risorse umane della Presidenza del Consiglio dei ministri - a conclusione dell'attività istruttoria e delle argomentazioni rese dall'interessato e dai suoi rappresentanti nell'audizione del 16 febbraio 2010 per i fatti al medesimo contestati - veniva inflitta al dottor Ciancio la sanzione disciplinare del rimprovero scritto, ai sensi dell'articolo 64, comma 2, lettera a), del contratto collettivo nazionale del personale del comparto della Presidenza del Consiglio dei ministri, per l'accertata inosservanza delle disposizioni previste dall'articolo 11, comma 2, del citato codice di comportamento sull'obbligo di informazione dei rapporti con gli organi di stampa, al quale devono attenersi tutti i dipendenti della Presidenza Pag. 7del Consiglio dei ministri, evidente condizione che prescinde dalla posizione sindacale rivestita.

Nel citato provvedimento, peraltro, sono state esplicitate le motivazioni concernenti l'applicazione della sanzione del rimprovero scritto al predetto dipendente, dalle quali si evince che il dottor Ciancio, omettendo di informare il responsabile del suo ufficio dei suoi rapporti con gli organi di stampa, ha contravvenuto ai propri doveri di lealtà e diligenza verso l'amministrazione, doveri posti alla base del vincolo fiduciario che deve assistere il rapporto di lavoro dipendente.

PRESIDENTE. L'onorevole Lolli ha facoltà di replicare.

GIOVANNI LOLLI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario, ma non mi dichiaro soddisfatto, perché qui bisogna tornare ai fatti, che mettono in campo principi che - al di là della dimensione limitata del provvedimento disciplinare in oggetto - richiamano tutti noi ad un'attenzione maggiore.
È stato inflitto un provvedimento disciplinare ad un sindacalista, il quale è accusato di aver espresso alcune critiche ad un'azione particolare dell'amministrazione.

Faccio tre considerazioni, signor sottosegretario. La prima è una considerazione generale, di principio: i sindacalisti hanno questi strumenti, attraverso i quali esprimere civilmente le loro proteste. Addirittura - lei forse non lo sa - in un primo momento l'amministrazione ha cercato di negare che questo signore fosse un sindacalista, quasi che a scegliere chi sono i sindacalisti non sia il sindacato, ma la Protezione civile. Poi vi è stata una lettera formale attraverso la quale la CGIL ha spiegato che si tratta di un dirigente nazionale della Funzione pubblica e, almeno, questa questione è stata risolta. Successivamente si è tenuto, attraverso il tentativo obbligatorio di conciliazione, un incontro a cui l'amministrazione non si è presentata, tanto è vero che i legali del sindacato impugneranno questo provvedimento.

Insomma, o c'è un diritto costituzionale dei cittadini e, in modo particolare, dei sindacalisti di esprimere la propria opinione critica o non c'è.

Poi c'è un problema di merito: sapete su cosa questo signore ha espresso queste critiche? Sul progetto di trasformare la Protezione civile in una Spa, ha argomentato contro questa scelta. Contro la medesima scelta ci siamo pronunciati all'unanimità in quest'Aula. Si trattava di una proposta del Governo, poi ritirata dal medesimo sulla base di vari emendamenti dell'opposizione e della maggioranza e, alla fine, si è ritenuto - esattamente come aveva detto il dottor Ciancio - che il provvedimento fosse sbagliato, tant'è che è stato ritirato.

Infine - lasciatemelo dire proprio perché, avendo molto a che fare con la Protezione civile, ho una particolare simpatia e rispetto di questa struttura - noto che essa ha la tendenza a considerare, forse perché svolge funzioni importantissime - per carità, tutti lo riconosciamo - a sottrarsi a regole e leggi a cui tutti gli altri sono invece sottoposti. Che questa sottrazione alle regole possa avvenire nel rispetto di norme urbanistiche o di altre, strettamente riferite all'occasione in cui c'è un'emergenza, è ragionevole - sempre qualora rimanesse naturalmente strettamente limitata alle emergenze, invece abbiamo visto che ogni tanto si deborda - ma che addirittura valga anche con riguardo alle tutele dei propri dipendenti, dei lavoratori, francamente è inaccettabile.

Per questo ritengo questo atto, adottato dall'amministrazione, particolarmente grave.

 


15 ottobre 2010
FIOM: IL CIRCOLO ADERISCE
IL CIRCOLO PD PRESIDENZA CONSIGLIO DEI MINISTRI E PROTEZIONE CIVILE ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA FIOM IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE E DEI LAVORATORI



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15 agosto 2010
VACANZE
SIAMO IN VACANZA



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12 luglio 2010
il partito senza i lavoratori è come la torta senza la crema

2Logo CLavoroR.jpgCIRCOLI DEL LAVORO

VERSO IL CONGRESSO ROMANO


    Ai     Coordinatori Circoli del Lavoro

epc      Federazione Roma PD

Marco Miccoli.

 

Cari Compagni e Amici,

negli ultimi incontri  abbiamo focalizzato molte questioni che riguardano l’azione del Coordinamento per l’affermazione del tema del lavoro e della sua piena rappresentatività. Nei nostri vari ragionamenti si registra come opinione comune di nuovo il timore -per il previsto Congresso di ottobre- di essere nuovamente considerati inscritti non alla pari degli iscritti dei circoli territoriali, non avendo notizia di alcun ufficiale regolamento in merito alla nostra piena e legittima partecipazione al Congresso del Partito Romano.

Abbiamo deciso di intraprendere alcune iniziative volte a denunciare l’eventuale mancato coinvolgimento dei Circoli del Lavoro e/o stimolare il ripristino di una corretta vita democratica interna al Partito.

 

Per quanto detto convochiamo un incontro con il Coordinatore del PD Romano Marco Miccoli per mercoledì 14 luglio alle ore 17 palco stand Rinascita sito nella Festa de l’Unita di Roma a Caracalla.




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26 maggio 2010
revoca dell'incarico
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07190
presentata da FABIO EVANGELISTI
mercoledì 12 maggio 2010, seduta n.320

EVANGELISTI. -
Al Presidente del Consiglio dei ministri.
- Per sapere - premesso che:

è di questi giorni la notizia che il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, intende rimanere per alcuni mesi ancora al proprio posto;

si tratta, ad avviso dell'interrogante di un'intenzione pregiudizievole per gli interessi del Paese. Già il sottosegretario ebbe a fare affermazioni inopportune sugli aiuti statunitensi a Haiti, irritando i nostri maggiori alleati e mettendo in imbarazzo il Governo e la nostra diplomazia;

pochi giorni fa in una conferenza stampa si è - nientemeno - accomunato per motivi francamente prosaici a uno dei migliori presidenti della Repubblica statunitensi, Bill Clinton, che non solo è stato eletto per due mandati consecutivi (1992 e 1996) ma ha governato facendo godere agli Stati Uniti il periodo di crescita economica e basso indebitamento migliore che si ricordasse dalla fine della depressione degli anni trenta del secolo scorso;

che un semplice sottosegretario si lanci in paragoni e iperboli di questo genere, noncurante delle immani questioni di politica e economia internazionale sottese all'attività dei Capi di Stato estero, appare decisamente inaccettabile e pregiudizievole per gli interessi di un Paese di 60 milioni di abitanti come l'Italia -:

se non ritenga di voler proporre la revoca immediata dell'incarico al sottosegretario Bertolaso. (4-07190)

21 maggio 2010
Sul personale del Dipartimento della Protezione Civile

Camera Seduta n. 314 del 29/4/2010

Interrogazioni a risposta scritta:

PELUFFO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Per sapere - premesso che:
l'articolo 3 del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito nella legge 26 luglio 2005 n. 152, autorizza il capo del Dipartimento della protezione civile, a ricoprire i posti di seconda fascia del ruolo speciale dirigenziale di cui all'articolo 9-ter del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, fino al limite di dodici unità, secondo le procedure:
a) nella misura del quaranta per cento tramite concorso pubblico;
b) nella misura del quaranta per cento tramite concorso riservato, per titoli ed esame-colloquio, al personale di ruolo della pubblica amministrazione in servizio, alla data di entrata in vigore del presente decreto, presso il dipartimento della protezione civile, munito di diploma di laurea rilasciato da università statali, dotato di cinque anni di servizio, o, se in possesso del diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di almeno tre anni di servizio. I predetti periodi di servizio, di cui almeno ventiquattro mesi di comprovata, continuativa e specifica esperienza nell'ambito professionale di protezione civile, prestata con vincolo di subordinazione, nelle amministrazioni pubbliche di protezione civile deputate istituzionalmente ed ordinariamente ad esercitare le predette competenze, documentata mediante la produzione di certificati attestanti il possesso della qualificata esperienza nel predetto ambito professionale, devono essere stati prestati in posizioni funzionali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea;
c) nella misura del venti per cento, in considerazione della specificità del personale dirigenziale di cui all'articolo 9-ter del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, nonché avuto riguardo alla peculiarità dei compiti e delle funzioni del Dipartimento della protezione civile, mediante corso-concorso selettivo di formazione, della durata di nove mesi, riservato al personale in servizio presso il Dipartimento della protezione civile, alla data di entrata in vigore del presente decreto, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 28 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, o di diversi o ulteriori requisiti culturali o professionali, ivi compreso il possesso di abilitazioni professionali, ovvero di pregresse esperienze di studio o di lavoro nel peculiare settore della protezione civile;
nonostante tale disposizione legislativa, e benché ci fossero i tempi per espletare le procedure concorsuali, visto anche che dal 2005 pochi sono stati gli eventi calamitosi di tipo C, i concorsi non sono stati mai banditi, ma, al contrario, tra il 2007 e il 2010 il dipartimento, sulla base di motivazioni che all'interrogante non appaiono chiare di «urgenza e necessità volte ad assicurare la piena operatività del Servizio nazionale di protezione civile nel fronteggiare le molteplici situazioni emergenziali in atto sul territorio nazionale» tramite il ricorso all'ordinanza di Protezione civile ha acquisito sei dirigenti di seconda fascia e due direttori generali e ha nominato altri sei ex articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001;

l'articolo 14 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, non abroga le disposizioni dell'articolo 3 del decreto-legge n. 90 del 2005, convertito dalla legge 26 luglio 2005 n. 152;

non sono noti i criteri con i quali sono state selezionate le professionalità per l'acquisizione, tramite ordinanza, dei sei dirigenti di seconda fascia, dei due direttori generali e per la nomina degli altri sei ex articolo 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001 -:

se risponda al vero che alcuni dei soggetti beneficiari dell'articolo 14 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, non possiedono i prerequisiti di anzianità per poter partecipare ad un pubblico concorso per la carriera dirigenziale;
se intenda comunque estendere anche a coloro che sono sprovvisti dei necessari prerequisiti le procedure speciali di accesso alla carriera dirigenziale;

quali siano le professionalità dei soggetti beneficiari del citato articolo 14, e se ai tempi dell'emanazione delle ordinanze di nomina a dirigenti, erano presenti al dipartimento professionalità uguali o superiori che potessero essere inserite nell'organico richiesto e previsto;

quali iniziative intenda intraprendere affinché vengano avviate le procedure concorsuali in base all'articolo 3 del decreto-legge n. 90 del 2005 convertito in legge 26 luglio 2005 n. 152, contestuali o alternative alle modalità selettive dell'articolo 14 del decreto-legge 30 dicembre 2009 n. 195 convertito in legge n. 26 del 26 febbraio 2010.
(4-07015)


20 maggio 2010
Regata velica Louis Vuitton Cup

Camera - Seduta n. 314 del 29/4/2010

ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interrogazione a risposta orale:

PELUFFO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
la recente ordinanza di protezione civile numero 3855 del 5 marzo 2010 assegna al Presidente della regione Sardegna l'organizzazione e gestione del «grande evento» della regata velica Louis Vuitton Cup, sottraendola così dalle attività del dipartimento della protezione civile, e ridando la giusta collocazione ad un evento che per sua natura è difficilmente riconducibile a «grande evento di Protezione Civile», non sussistendo le condizioni emergenziali di urgenza e indifferibilità ne di quelle che mettono a grave rischio l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente;
i «grandi eventi» non essendo calamitosi, possono essere pianificati per tempo e gestiti con gli ordinari strumenti di governo del territorio, ma soprattutto perché è stato dimostrato che, data l'alta frequenza del loro verificarsi negli ultimi anni, essi hanno distolto il dipartimento dalla sua primaria attività, volta alla tutela dei cittadini e del territorio così come dettato dalla legge n. 225 del 1992;
la Corte dei Conti ha considerato dubbia la riconducibilità della «regata velica Louis Vuitton Cup» alla categoria dei grandi eventi rientranti nella competenza del dipartimento della protezione civile, poiché tali eventi, «quand'anche non si sostanzino in calamità o catastrofi, dovrebbero pur sempre riferirsi a situazioni di emergenza che mettano a grave rischio l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente» -:
se corrisponda al vero la formalizzazione di una «Struttura Temporanea di Missione per garantire il necessario supporto amministrativo e tecnico alle attività per consentire la realizzazione del grande evento - Louis Vuitton Series «ex opcm n. 3838/2009», costituita esclusivamente da 12 funzionari del Dipartimento di protezione civile, nominati per supportare i due dirigenti generali del Dipartimento di protezione civile il direttore dell'ufficio previsione, valutazione, prevenzione e mitigazione dei rischi naturali in qualità di soggetto attuatore per il grande evento, ed il dirigente generale responsabile dell'ufficio GER-Grandi eventi, risorse tecnologiche e innovazione;
se non ritenga opportuno, dopo il pronunciamento della Corte dei Conti e l'ordinanza n. 3855, di non procedere con la struttura nazionale;
quali iniziative il Dipartimento di Protezione Civile abbia attivato dal 2001 per le aree sismo genetiche di portanza nazionale come l'Arco Calabro, lo Stretto di Messina, la Sicilia orientale, l'Irpinia o il Trevigiano-Bellunese, e quali per il rischio idrogeologico connesso ai grandi fiumi quali il Po, l'Arno, il Tevere, il Liri Garigliano e Volturno;
quali siano le attività addestrative nazionali svolte ed i in fase di preparazione e quali siano i criteri di scelta del personale nell'ambito di tali attività e quale sia il metodo di lavoro.
(4-07023)


25 febbraio 2010
Pd - la Protezione civile ha esorbitato conflitto di attribuzione con il senato

ROMA — Il Pd chiede di sollevare, davanti alla Corte costituzionale, conflitto di attribuzione tra il Senato e la Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle ordinanze della Protezione Civile. Secondo cinquanta senatori che hanno sottoscritto una mozione - primi firmatari sono Luigi Zanda, Anna Finocchiaro, Nicola Latorre, Felice Casson e Enzo Bianco – bisogna agire per frenare l’«invasione» da parte della Presidenza del Consiglio della «sfera di poteri attribuiti costituzionalmente agli organi del potere legislativo». Altro obiettivo della mozione è «l’annullamento di tutte le ordinanze di Protezione civile che nulla hanno a che fare con la gestione di situazioni emergenziali seguite a calamità naturali’».


La repubblica 25.02.10


24 settembre 2009
OktoberFest e Protezione Civile - intervenite


ALL'INIZIATIVA INTERVIENE GIOVANNA MARTINI COORDINATRICE
DEL CIRCOLO DELLA PCM E PC




permalink | inviato da circolopdpcm il 24/9/2009 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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