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21 luglio 2011
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7 luglio 2011
Rischio idrogeologico, Gabrielli: In ddl criticita' e buoni spunti
      Roma, 06 LUG (AGV NEWS) - Il disegno di legge sulle "Misure urgenti in materia di gestione e prevenzione del rischio idrogeologico" "sembra contenere elementi di discontinuita' e di sovrapposizione nella definizione delle competenze istituzionali". Lo ha detto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli nel corso di un'audizione questa mattina in Senato davanti alla Commissione Ambiente.
Il ddl ha come obiettivo quello di rafforzare la filiera istituzionale delle competenze nella complessa materia della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico. Tra i punti critici, ha sottolineato Gabrielli "ritengo che venga proposta una commistione di ambiti afferenti sia alla materia di protezione civile (competenze dei COP in materia di pianificazione e gestione delle emergenze, peraltro non limitate ai soli aspetti tecnici afferenti ai rischi 'idrogeologici'), che alla difesa del suolo; ambiti che ad oggi sono ben distinti e differenziatamente normati. Non mi sembra dunque - ha aggiunto Gabrielli - che il provvedimento assolva il mandato di riorganizzare la materia e non penso
inoltre che al Servizio nazionale della protezione civile, caratterizzato da un sistema policentrico a carattere diffuso occorra la creazione di nuovi organismi, bensi' un'azione di raccordo e coordinamento tra i soggetti che sono competenti, sia ordinariamente che in emergenza. Questo discorso vale ancora di piu' quando il sistema di protezione civile deve relazionarsi con altri sistemi, quale quello che oggi gestisce la materia della difesa del suolo".
Secondo il capo della Protezione civile serve una Legge quadro. Bene il Fondo per la mitigazione da 1 miliardo di euro per il triennio 2011-2013.
   Gabrielli ha sottolineato inoltre che il provvedimento non formula alcun riferimento al Dipartimento della protezione civile ed alle funzioni che, ad oggi, gli sono attribuite "ne', tantomeno, si sofferma ad enunciare l'articolato sistema di protezione civile cosi' come delineato dalla riforma Bassanini" e addirittura "sembrerebbe manifestare l'intenzione di affidare ad organi diversi dagli attuali le funzioni di Protezione civile". In ogni caso, chiarisce il capo della Protezione civile "se
l'intento del legislatore e' quello di rivedere l'attuale impianto del sistema di protezione civile, riterrei che la strada da perseguire non sia e non possa essere un disegno di legge, bensi' la revisione delle norme vigenti in una nuovaLegge quadro a vent'anni dalla promulgazione della legge 225
del 1992, che tenga tuttavia conto della intervenuta riforma Bassanini e modifica del titolo V della Costituzione. La mia proposta - ha precisato Gabrielli - nasce, tra l'altro, dalla considerazione che nonostante il richiamo generico alle competenze assegnate dalla legge 225/92 di cui all'articolo
1, il disegno di legge interviene pesantemente nella riorganizzazione del sistema di protezione civile anche se circoscrive tale modifica solo all'ambito della gestione del rischio idrogeologico. Pertanto il nuovo modello organizzativo e quindi operativo, annunciato dal provvedimento, presuppone nella gestione del rischio idrogeologico l'utilizzo di un assetto diverso da quello istituzionale attualmente previsto per la gestione dei diversi rischi ovvero un modello "variabile" in funzione del pericolo che deve essere fronteggiato, la cui realizzazione mi suscita forti preoccupazioni".

www.ilvelino.it
-  (asp)
061714 LUG 11 NNNN




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