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Blog ufficiale del Circolo Pd Presidenza Consiglio Ministri e Protezione Civile

9 dicembre 2009
contro la privatizzazione della protezione civile scende in campo la segreteria confederale CGIL

 
CGIL: il GOVERNO METTE A RISCHIO MISSIONE PROTEZIONE CIVILE


(AGI) - Roma, 6 dic. - Un decreto legge, rinviato per la sesta volta al Consiglio dei Ministri di venerdi', mira a stravolgere il senso e la missione della Protezione Civile. E' la segretaria confederale della Cgil, Paola Agnello Modica, a denunciarlo nel sottolineare come "il governo, con la scusa di interventi urgenti per il terremoto in Abruzzo e i rifiuti in Campania, si prepara a trasferire molti dei compiti operativi

della Protezione civile ad una Spa con azionista unico la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che agira' secondo 'direttive operative' impartite dal Presidente stesso, sempre con i poteri di ordinanza".


Nei fatti, cio' che si verrebbe a determinare, spiega la dirigente sindacale, "e' che le risorse e i poteri della Protezione Civile con l'uscita di Bertolaso, verrebbero gestite da un soggetto di natura privatistica sia nel suo profilo istituzionale che nelle procedure relative ad appalti e acquisto di beni e servizi, assolutamente discrezionali ed in deroga a tutte le regole". C'e' poi una questione di metodo che Agnello denuncia: "Il tutto - dice - avverrebbe tramite un decreto legge, dunque senza una discussione preventiva del Parlamento. Il provvedimento, pero', ha determinato una divisione all'interno del governo, e la sua approvazione in Consiglio dei Ministri viene rinviata da alcune settimane. La segretaria confederale chiede "di porre un freno al progressivo stravolgimento della Protezione Civile e di salvaguardare la sua importantissima funzione: e' necessario ricondurre la Protezione civile alla missione di fondo che le e' propria, sottraendola all'uso strumentale a cui intendono assoggettarla il Presidente del Consiglio e il Sottosegretario Bertolaso. Ci serve una Protezione civile democratica, utile a difendere i cittadini dai tanti pericoli naturali e antropici di cui il nostro Paese soffre. Non uno strumento di governo parallelo - conclude Agnello - che agisce contro le norme dell'ordinamento democratico". (AGI)




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