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Vesuvio - Campi Flegrei, il ritorno di Godzilla

Protezione civile

 

Ciclicamente, come il famoso mostro del cinema giapponese, riemerge dagli abissi in cui era stato dimenticato il Vesuvio, magari evocato da qualche partito politico (o movimento) come se fosse una novità. Insieme al Vesuvio, è “riemerso” il vulcano dei Campi Flegrei, meno noto del primo, ma sicuramente degno di attenzione.

E’ bene che si parli dei rischi del territorio della Campania, e quindi anche dei vulcani che sorgono a ridosso della città partenopea.

E’ giusto ricordare i ritardi, le inadempienze, gli errori, le omissioni di chi ha gestito la protezione civile, in tempi recenti e meno recenti. Sarebbe ancora più giusto ricordare lo scempio del territorio, l’abusivismo edilizio, il consumo sfrenato di suolo condotti con ostinazione criminale, nell’indifferenza generale,  come se i due vulcani non esistessero.

 

I vulcani dell’area vesuviana e flegrea esistono, e sono pericolosi. E’ ancora più pericoloso, però, affrontare questi giganti della natura con gli strumenti della demagogia.

 

Invece di invocare una legge speciale per questi  vulcani, non sarebbe meglio prima applicare le leggi esistenti? In Campania solo il 39% dei Comuni ha ottemperato agli obblighi di legge in materia di pianificazione di emergenza, secondo i dati della Regione. Ma la Regione non fa sapere quali Comuni siano adempienti, e soprattutto quali siano inadempienti.

 

Non servono nuovi uffici e strutture, per delegittimare e deresponsabilizzare ulteriormente le Amministrazioni centrali e locali. Serve una nuova consapevolezza dei rischi, serve una chiara attribuzione di risorse e di obiettivi. Serve una pubblica amministrazione che sia tale. Serve più democrazia e diffusione della conoscenza. Anche nella protezione civile.

 

Se una legge si deve fare, è la legge regionale di protezione civile. La Regione del Vesuvio, di Campi Flegrei, del terremoto dell’Irpinia, del disastro di Sarno, unica in Italia, non ha una legge di protezione civile, benché giaccia da mesi  sul tavolo del Consiglio Regionale una proposta di legge bipartisan, quindi condivisa, almeno a parole, dalla maggioranza di centro-destra. Cosa impedisce l’approvazione della legge? Forse il rischio che, dopo, non ci siano più alibi per non fare nulla?

 

Siamo disposti a collaborare con chiunque voglia intraprendere un percorso di responsabilità e di condivisione delle conoscenze disponibili, per trovare le migliori soluzioni possibili. Con la serietà e l’umiltà che i giganti richiedono.

 

 

 

 

 

Pubblicato il 11/3/2013 alle 9.5 nella rubrica cos'è oggi e dove andrà la PC.

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